A Proposito di Autismo
Le 3D delle Superstar: il segreto dietro i grandi successi.
Cosa hanno in comune un campione di calcio come Maradona, un fuoriclasse del tennis come Borg, un genio del jazz come Charlie Parker o un visionario come Steve Jobs?
E, ancora di più, cosa accomuna tutti i campioni in una disciplina?
La risposta, sorprendentemente, non è solo il talento.
Anni fa ho iniziato a leggere biografie di persone straordinarie e ho notato che, al di là del dono naturale, c’era un filo rosso che li univa: le 3D.
Tre parole semplici, ma decisive: dedizione, determinazione, disciplina.
Il talento non basta
Il talento è un dono, certo, ma è solo il punto di partenza. È come avere una macchina da corsa: senza benzina, allenamento e manutenzione non vincerai mai una gara.
E per ogni “superstar” il carburante è dato dalle 3D.
Dedizione
Le superstar vivono per la loro passione.
Fin da giovanissimi, sviluppano un interesse quasi maniacale per la loro disciplina: passano ore a trascrivere un assolo di John Coltrane, a palleggiare contro il muro, a rifinire un algoritmo fino a notte fonda.
Per loro, tutto il resto può aspettare. La vita sociale, le feste, persino i pasti vengono messi in secondo piano: c’è un obiettivo da raggiungere e nulla conta di più.
Determinazione
Il percorso verso l’eccellenza è disseminato di frustrazioni. All’inizio, la mente corre più veloce del corpo o delle mani, e ogni progresso sembra minimo.
Ma il campione non molla: prova, sbaglia, riprova.
E questa tenacia, sostenuta da una passione viscerale, è ciò che lo distingue da chi si arrende troppo presto.
Disciplina
La disciplina è la forza silenziosa che trasforma il talento in risultati concreti.
Significa allenarsi anche quando non si ha voglia, rispettare i piani di lavoro, mantenere un impegno costante nel tempo.
Molti giovani non la possiedono, e per questo i veri campioni sono rari. Spesso hanno un mentore o un coach che li guida, qualcuno da cui traggono ispirazione e che li tiene focalizzati.
Neurodiversità e genialità
A volte queste qualità si ritrovano nei cosiddetti “neuroatipici” – persone che si distinguono dalla norma per interessi, comportamenti o modi di pensare.
Il diverso, spesso, disturba la quiete del gruppo. C’è chi cerca di “normalizzarlo”, renderlo simile agli altri.
Ma è proprio grazie ai diversi che il mondo avanza: senza di loro, niente lampi di genio, niente rivoluzioni tecnologiche o artistiche.
Attenzione, però: anche il neuroatipico con talento innato non diventa automaticamente un genio compiuto. Senza dedizione, determinazione e disciplina, rischia di restare un potenziale inespresso.
Il punto chiave
Forse passiamo troppo tempo a voler “integrare” il neuroatipico nella media, e troppo poco a capire dove può eccellere.
Il vero lavoro dovrebbe essere individuare i punti di forza, la disciplina in cui può brillare, e poi allenare le 3D con coaching e mentoring mirati.
Solo così quel potenziale può trasformarsi in una storia di successo, per la persona e per la società.
Conclusione:
Il talento apre la porta, ma le 3D – dedizione, determinazione, disciplina – sono ciò che ti fa attraversare la soglia.
Senza di loro, resti a guardare da fuori. Con loro, puoi scrivere la tua storia da superstar.
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