Tanto per cambiare, intorno alla classifica
In vetta si sale da soli o ci si dà una mano?
Guardo regolarmente la classifica italiana: da Zurigo mi fa sentire più vicina all’Italia!
Questa settimana mi hanno colpito due cose: quanti artisti cantano insieme e quanti compaiono due volte in una classifica di appena venti posti. Cantare insieme rende? Chi trascina chi? E chi decide i nostri gusti: noi ascoltatori, gli artisti o gli imprenditori della musica? È tutto preconfezionato?
Intanto, ecco la Top 20 di Radio Italia della settimana dal 6 al 12 settembre 2026.
Pos. Artista Canzone
1 Tommaso Paradiso Agitare coca cola
2 Sayf feat. Bresh Parlar d’amore
3 Merk & Kremont feat. Serena Brancale, The Kolors Partenope
4 Noemi, Vito Salamanca Tu cosa fai questa sera
5 Pinguini Tattici Nucleari Sorry scusa lo siento
6 Angelina Mango con Marco Mengoni Canto d’amore
7 Fabri Fibra feat. Pinguini Tattici Nucleari Goya
8 Gaia Bossa nostra
9 Francesco Gabbani Summer funk
10 Gianna Nannini Meraviglioso Errore
11 Alfa, Gigi D’Alessio Genova e Napoli
12 Emma, Fabri Fibra Antidroga
13 Irama Cabana
14 Juli, Bresh Serenamente
15 Fred De Palma, Anitta, Emis Killa La testa gira
16 Achille Lauro La città degli angeli
17 Madame M’ama non m’ama
18 Jovanotti, Alfa Buon vento
19 Ariete con Angelina Mango Che Bella Vita
20 Ultimo Romantica
Guardandola, mi è venuto un dubbio: ma il singolo cantante, per avere successo, deve ormai essere almeno in due?
La Chat GPT ha fatto i conti: Nove brani sono presentati da un solo artista o gruppo, undici sono collaborazioni. Il 45% contro il 55%. I Pinguini Tattici Nucleari li ho contati da soli quando cantano “Sorry scusa lo siento” e in compagnia quando affiancano Fabri Fibra in “Goya”. Insomma, anche i Pinguini ogni tanto escono dalla colonia.
Davanti a questa sfilata di nomi accoppiati viene da chiedersi che cosa li tenga insieme: una bella idea, un’amicizia, la curiosità di mescolare due voci? Oppure il pensiero che, sommando due pubblici, sia più facile farsi ascoltare?
Alfa, per esempio, compare due volte: con Jovanotti in “Buon vento” e con Gigi D’Alessio in “Genova e Napoli”. E non è l’unico a fare il bis: ci sono anche Bresh, Fabri Fibra, Angelina Mango e gli stessi Pinguini. Per Alfa sarà il nome che porta fortuna: partire dalla prima lettera mette già nella disposizione giusta. Ultimo, invece, chiude la classifica con “Romantica”. Mi piace immaginarlo lì per stanchezza: non ne può più di stare in vetta!
I duetti, diciamolo, non li hanno inventati i featuring. Già nel 1951 Nilla Pizzi cantava con Achille Togliani “La luna si veste d’argento”. Poi sono arrivati Mina e Alberto Lupo con “Parole parole”, Al Bano e Romina con “Felicità”, Tozzi e Raf con “Gente di mare”, Oxa e Leali con “Ti lascerò”. Fino a Mina e Celentano: “Acqua e sale”, e due personalità che certo non avevano bisogno di presentazioni.
Da Achille Togliani ad Achille Lauro, dunque, la voglia di cantare in compagnia attraversa le generazioni. Sarebbe troppo facile liquidarla tutta come crisi d’ispirazione o corsa al profitto.
Tra quelli che in questa settimana si presentano senza accompagnatori ci sono Gaia, Francesco Gabbani, Gianna Nannini, Irama, Madame, Achille Lauro e Tommaso Paradiso. Ma sarebbe un errore immaginarli come una confraternita di irriducibili solitari.
Prendiamo Lauro. Qui canta “La città degli angeli” da solo, ma proprio l’11 settembre è uscito “Per noi” con Geolier. La solitudine, dunque, è durata il tempo di leggere una colonna della classifica. E poi Lauro, con quel suo narcisismo da palcoscenico, riesce già a riempire la scena per due: aggiungere un collega richiede una certa generosità di spazio.
Tommaso Paradiso offre un altro spunto. È primo con “Agitare coca cola”, ma le canzoni le scrive anche per altre voci: è coautore di “Autunno” di Noemi e ha firmato brani per Giusy Ferreri e Nina Zilli. Un nome solo sulla copertina, del resto, non racconta quante persone ci siano dietro una canzone.
Scrivere per altri, però, è diverso dal condividere un singolo. Bisogna immaginare una voce che non è la propria, trovare parole che qualcun altro possa abitare. Potrebbe persino essere un modo per rinnovare l’ispirazione: uscire dalle proprie abitudini, smettere per un momento di raccontarsi sempre dalla stessa angolazione.
E allora, sotto tutte queste collaborazioni, c’è una crisi di idee?
Da una classifica soltanto non possiamo saperlo. Né possiamo stabilire se i duetti siano aumentati davvero senza confrontarli con quelli degli anni precedenti. Possiamo però avanzare un sospetto: quando un incontro sembra aggiungere soprattutto un nome al titolo, la domanda su quanto servisse alla canzone diventa legittima.
La convenienza commerciale è un’ipotesi plausibile. Chi segue un artista può scoprire l’altro; una coppia insolita può far parlare di sé ancora prima dell’ascolto. Il collega potrebbe diventare una porta verso un pubblico diverso o, nella lettura più maliziosa, un appiglio per restare in vista (leggi Nino d’Angelo).
E tutti questi galli a cantare mi fanno pensare anche alle lunghe liste di firme degli articoli scientifici e al principio del publish or perish: pubblicare o scomparire. Nella musica potrebbe diventare “uscire o sparire”, magari facendosi accompagnare da qualcuno. Il paragone è un po’ azzardato, ma la domanda mi sembra pertinente: si collabora perché si ha qualcosa da aggiungere o anche per esserci una volta di più? Ma andiamo avanti.
Da ascoltatrice, farei una prova molto semplice: togliere idealmente l’ospite. La canzone perde un contrasto, un’emozione, una risposta? Oppure rimane quasi identica, soltanto con un nome in meno da promuovere?
È lì che comincerei a cercare la differenza.
Intanto, in questa classifica, le collaborazioni vincono per undici a nove. Ma al primo posto c’è Tommaso Paradiso da solo. Perciò la compagnia aiuta, forse. A garantire la vetta, evidentemente, non basta.
E dopo tutti questi conti resta la domanda più interessante: ci ricordiamo della canzone o soltanto di chi si è messo con chi?
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